Nel tardo pomeriggio otto piccoli cortei attraversano il centro cittadino; otto statue raffiguranti scene della Passione dei Gesù Cristo vengono portate dalle rispettive chiese confraternali e parrocchiali in cui sono custodite verso la Chiesa Madre, seguite da confratelli e fedeli.
All'interno della Chiesa Madre, al centro della navata principale, è già pronto per uscire il simulacro di Gesù Morto, adagiato nella sua urna.
Una volta che le otto statue sono giunte nella piazza antistante la Chiesa Madre, si attende l'arrivo dell'Addolorata, proveniente dalla Chiesa di S. Lucia, ed il suo ingresso in chiesa.
A questo punto, al suono della marcia funebre eseguita dalla banda musicale, l'Addolorata ed il Gesù Morto escono dalla chiesa e si accodano alle altre otto statue per avviarsi attraverso uno dei due itinerari prestabiliti, percorsi ad anni alterni.
I Misteri sono in tutto dieci e vengono quindi portati a spalla dalle diverse parrocchie e Confraternite della città.
1) Gesù all’orto - Confraternita di S.Giuseppe;
2) Gesù alla colonna - Confraternita del Carmine;
3) Gesù alla canna - Confraternita della Purificazione;
4) Gesù che porta la croce - Confraternita di S. Leonardo;
5) Gesù incontra la Madre - Confraternita dell'Immacolata;
6) Gesù crocifisso - Parrocchia S. Giovanni Bosco:
7) La Pietà - Ordine Secolare dei Servi di Maria;
8) La Sindone - Parrocchia S. Gemma;
9) Gesù Morto - Confraternita del SS. Sacramento;
10) L'Addolorata - Arciconfraternita della Morte e Orazione.
Poco prima del rientro, in piazza Garibaldi, vi è una sosta di preghiera e meditazione.
Al termine della processione il Gesù Morto rientra nella Chiesa Madre, l'Addolorata viene riportata processionalmente alla Chiesa di Santa Lucia e tutte le altre statue ritornano in forma privata alle proprie Chiese.
Lo studio dell'avvocato Giuseppe Pio Capogrosso sulla processione dei Misteri di Manduria si concentra su un aspetto fondamentale: la
ricostruzione storica della proprietà e della gestione delle statue,
che riflette l'organizzazione sociale e religiosa della città tra
Ottocento e Novecento.
Ecco i punti salienti emersi dalle sue ricerche:
La frammentazione dei "Misteri" - Capogrosso documenta come la
processione di Manduria sia stata storicamente caratterizzata dalla
partecipazione di diverse parrocchie e confraternite, ognuna custode di
un gruppo statuario specifico. Questo la differenzia da altre realtà
pugliesi dove un'unica confraternita gestisce l'intero corteo.
Attribuzione artistica - Le sue ricerche hanno aiutato a fare
chiarezza sulla fattura delle statue. Molti dei gruppi scultorei
manduriani risalgono alla fine dell'Ottocento e sono opera di maestri
cartapestai leccesi o scultori locali, realizzati per sostituire
simulacri più antichi e deteriorati.
Evoluzione del rito - Lo studioso ha analizzato come la
processione si sia evoluta da rito strettamente penitenziale a evento
identitario. Ha spesso sottolineato l'importanza del "riordino" delle
statue che avviene dinanzi alla Chiesa Matrice, momento in cui i vari
gruppi scultorei provenienti dalle diverse chiese si uniscono in un
unico, solenne corteo.
Conservazione della memoria - Attraverso i suoi scritti,
Capogrosso denuncia spesso il rischio di perdere il significato profondo
di questi simboli, esortando la comunità a guardare alle statue non
come semplici oggetti di arredo sacro, ma come documenti storici viventi
della pietà popolare manduriana.
In sintesi, per Capogrosso i Misteri sono la "memoria scolpita"
di Manduria, dove ogni statua racconta la storia della famiglia o della
congregazione che l'ha commissionata e protetta nei secoli.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione sulla base di informazioni tratte dai siti "Il tacco di Bacco" e "Manduria Oggi".
- Foto tratte dalla pagina facebook "Manduria Sacra".



